COVER STORY INTERVIEW
CLARA LOMBARDI – CLARA PER CLARA
La formazione di Clara comincia nella Parigi degli anni ottanta, quando ancora diciottenne passa un anno nell’accademia di Jacques Dessange, il parrucchiere delle dive più famose, in un periodo in cui le donne erano solite andare a teatro, la moda dettava il design ed era già in auge la tendenza francese nell’acconciatura. In questo periodo di formazione all’estero Clara assimila e fa sue le tecniche per creare la forma con la tecnica, e impara due delle lezioni più importanti della sua vita: la prima lezione è che si possono imparare una moltitudine di tecniche differenti e valide, ma ancora più importante di questo è imparare lo stile; la seconda lezione è che la tecnica crea la forma, ma è il cuore che la perfeziona e la può rendere un’opera d’arte. La carriera di Clara scorre negli anni successivi all’apertura di Nuova Dimensione tra il salone, sfilate e show nazionali ed europei. Nel 1995, nella nuova sede di Via Dante a Brescia, viene dato il via al marchio CLARAPERCLARA, che già dal nome traspare una sintesi dichiarata della sua completa appartenenza a sé stessa. Negli anni successivi Clara consolida la sua presenza e il suo nome, proseguendo nella formazione continua del suo staff e nell’innovazione della tecnica e dello stile di cui si fa ambasciatrice.
Chi è il tuo idolo e che cosa apprezzi del suo lavoro? Un idolo per me era Bruno Pittini, art director di Jaques Dessange, lo vidi in uno show a Parigi al Cirque di Ver: con tre mosse di taglio, creò un caschetto perfetto ed io mi innamorai di lui.
Hai avuto qualche esperienza lavorativa all’estero? Si ho fatto esperienze lavorative all’estero all’età di 18 anni andai a Parigi dove frequentai l’accademia di Jaques Dessange e rimasi a Parigi per un anno lavorando anche nel salone di Dessange in Frenklin Roosvelt. A 21 anni sono andata a Las Vegas per i campionati mondiali, New York, Londra, Madrid, Barcellona, ecc.. Ogni volta spinta da un confronto per imparare sempre nuove tecniche.
Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato nel trasformare il tuo sogno in realtà? La mia realtà è fatta di quotidianità. È lì che affronto ogni momento con passione, con voglia di scoprire, con attenzione ai dettagli. È un percorso fatto di ricerca continua, di piccoli passi e di tanta cura. Proprio per questo non sento di poter dare una risposta definitiva. La sfida è ancora aperta, e la vivo con curiosità, con il desiderio di imparare e crescere ogni giorno un po’ di più.
Qual è la linea di prodotti a cui non potresti mai rinunciare nel tuo salone e perché l’hai scelta tra le tante? Senza dubbio, la mia scelta ricade sull’eccellenza di Medavita. Per quanto riguarda lo styling e la definizione della forma, la mia linea del cuore è Idol, perché mi permette di modellare e dare carattere a ogni look senza mai appesantire, rispettando sempre la texture naturale dei capelli. Tuttavia, il vero segreto della salute della chioma risiede nella ricostruzione, ed è qui che entra in gioco il Fluido Ristrutturante di Beta Refibre. Lo considero un alleato indispensabile perché ha la capacità quasi magica di ricostruire la fibra capillare, facendo la differenza tra un capello semplicemente pettinato e uno visibilmente sano e forte. Per il tocco finale di pura lucentezza, scelgo invece l’Olio Aureo di Huile d’Étoile, che regala una morbidezza estrema e una luce preziosa che le mie clienti adorano portare con sé anche fuori dal salone. Per me, utilizzare questi prodotti significa garantire un risultato d’eccellenza che non svanisce appena si esce dall’atelier, ma che continua a splendere nella vita di ogni giorno.
Qual è, secondo te, il “falso mito” sui capelli che vorresti sfatare una volta per tutte? Spesso si pensa che un’acconciatura possa definire davvero chi siamo, la nostra identità, la nostra personalità, ma non è così semplice. Il mio lavoro può sicuramente aggiungere qualcosa, un tassello importante nel modo in cui una donna si percepisce e si racconta, ma prima di tutto viene altro. Viene l’ascolto, la comprensione, il tempo dedicato a conoscere davvero chi ho davanti, solo dopo arriva lo stile. Solo dopo posso intervenire, con le mani e con lo sguardo, per valorizzare ciò che c’è già. Perché la bellezza non si crea da zero: si riconosce e si accompagna.
Cosa vedi nel futuro di Clara x Clara? Pensare al futuro, per me, è come fare un piccolo gesto. È alzare lo sguardo verso il cielo, cercare una nuova stella, lasciarsi attirare dalla sua luce. È seguire un’intuizione, senza avere tutte le risposte, ma con fiducia. E, passo dopo passo, aggiungere qualcosa a quel cielo infinito che chiamiamo futuro.