INTERVIEW
LUCA RIVA
Luca Riva racconta il consolidamento: “Più prossimità, più squadra, più servizi dal territorio”. Radio Bruno Brescia: una redazione che corre sul territorio (e una voce che nel 2025 è arrivata in cima) Aggiornamenti costanti, sport “meno raccontati”, presenza agli eventi e un Giornale Radio che mette al centro le voci della redazione.
Quando dici “consolidamento territoriale”, qual è la fotografia più sincera di oggi: cosa è cambiato davvero negli ultimi 12 mesi? È cambiato il ritmo, prima di tutto. Abbiamo lavorato per essere costanti: negli aggiornamenti, nella presenza, nella capacità di seguire ciò che accade senza “buchi”. E questo significa anche una redazione più strutturata, più coordinata, più proiettata sull’idea che il territorio non si racconta a fiammate: si racconta ogni giorno.
Se dovessi descrivere in una frase la missione di Radio Bruno a Brescia, quale sarebbe? “Essere una radio che non parla di Brescia, ma parla con Brescia”. È una sfumatura enorme: vuol dire esserci davvero, nei luoghi e nei momenti in cui la provincia si muove, si emoziona, si ritrova.
Qual è stato il segnale più chiaro che “il territorio” stava rispondendo? Il segnale più forte è arrivato nel 2025, quando abbiamo raggiunto un traguardo importantissimo: il primo posto come radio più ascoltata a Brescia, con un dato che ci ha resi orgogliosi e anche responsabilizzati. È un “grazie” enorme, ma è anche un impegno: quando ti scelgono in tanti, devi meritartelo ogni giorno.
In che modo Brescia ha un’identità diversa rispetto ad altre aree lombarde, e come questo si riflette nel vostro modo di fare radio? Brescia è una provincia che vive di comunità molto diverse tra loro: città, laghi, valli, pianura, distretti produttivi, cultura, sport. Per questo la nostra attenzione deve essere “a mappa”: non puoi raccontare solo il centro, non puoi raccontare solo l’evento grande. Devi essere capace di entrare anche nelle storie che altri, spesso, tengono in secondo piano.
Quanto conta, oggi, essere “presenti fisicamente” sul territorio rispetto alla presenza digitale? Conta tantissimo. Il digitale è fondamentale per l’aggiornamento “minuto per minuto”, ma la radio si consolida quando la gente ti vede: agli eventi, nelle piazze, nei palazzetti, nei teatri, nei momenti pubblici e anche in quelli più piccoli. La fiducia nasce dal fatto che non sei una voce distante: sei una presenza reale.
Quali sono le parole chiave che non possono mancare quando raccontate Brescia? Costanza, comunità, servizio. E poi sport, cultura, territorio. Con un’idea molto chiara: a noi interessa anche ciò che viene raccontato meno. Penso a tanti sport che spesso finiscono in seconda fila: discipline locali, realtà di quartiere, società che lavorano in silenzio ma fanno crescere ragazzi e famiglie. Anche per questo abbiamo spazi e categorie che non si limitano allo “sport di copertina”.
Come bilanciate intrattenimento e informazione, soprattutto nei momenti “caldi” per la provincia? Con una regola: l’informazione deve restare chiara e affidabile, ma deve parlare la lingua delle persone. E qui entra in gioco il lavoro di redazione: non solo “dare” la notizia, ma spiegare perché tocca la vita di chi ascolta. È un equilibrio che richiede squadra e metodo.
Avete un criterio semplice per decidere cosa merita spazio: utilità, impatto, vicinanza, emozione, servizio? Sì: vicinanza e servizio. Se una cosa riguarda Brescia e provincia e può essere utile – o può aiutare a capire qualcosa che sta succedendo – allora merita attenzione. E quando c’è uno sport, un evento o una realtà sociale che lavora bene e non trova spazio, per noi diventa quasi un dovere: farlo emergere.
Qual è il format (o la fascia) che secondo te ha incarnato meglio l’idea di “Radio Bruno Brescia” in questo periodo? Il Giornale Radio locale è stato un passaggio chiave. Da novembre abbiamo impostato un lavoro ancora più corale: le edizioni locali – alle 7.45, 12.00 e 18.00 – danno spazio alle voci della redazione, e accanto alla conduzione ci sono i contributi e i servizi dal territorio. È la fotografia del nostro consolidamento: non una voce sola, ma una squadra che racconta Brescia “da dentro”.